Pubblicato su politicadomani Num 89 - Marzo 2009

Perché Marano

Ospitare il discorso di un sindaco non è nello stile di questo mensile. Allora, perché proprio Marano e perché proprio questo sindaco? La risposta è che le vicende di Marano non sono solo quelle di una piccola città: Marano è una città emblematica del malessere e delle speranze di un’intera nazione.
A Marano, con la questione discarica, si gioca il futuro di Napoli e di tutta la sua provincia (come da tempo stiamo mostrando) perché è qui che c’è il polmone verde su cui gravitano le strutture ospedaliere della città, e per questo per anni non è stata consentita l’edificabilità. E perché è dalle falde acquifere qui sotto che viene l’acqua per l’irrigazione dei campi: coltivazioni ad orti, frutteti, cereali, pomodori. Un’agricoltura di pregio minacciata, un’economia destinata a scomparire, un pezzo d’Italia che muore, un marchio di qualità di livello mondiale buttato nelle fogne.
Di più, a Marano, in questa questione, è in gioco il concetto stesso di democrazia. Qui c’è una popolazione che ha capito la posta in gioco e un sindaco che è sceso in campo con coraggio, lasciato solo dal suo stesso partito, quel PD che con Napoli e la Campania sta incredibilmente perdendo il paese senza che all’orizzonte si veda un’alternativa. Una Marano che si stringe attorno al suo sindaco a difesa di valori non disponibili come la tutela della salute e dell’ambiente, garantiti dalla Costituzione, è l’emblema di una democrazia che viene dal basso (come già tante altre che esistono in questo Paese): una forma nuova e insieme antica, che incute timore in chi dello Stato e della democrazia ha fatto scempio, perché basta che tutte queste realtà si uniscano perché si sgretoli un sistema di privilegi costruito in decenni di condivisa, a destra e a sinistra, spartizione del potere.

 

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